Santuari del Salento

Sarebbero circa 180 i santuari, mariani e non mariani, in Puglia. Tale numero, censito da una giovane équipe di studiosi dell’Ateneo barese, è indice che la regione fu teatro di vicende religiose abbastanza travagliate.

In effetti, basta riaprire quel cassetto della memoria in cui sono chiuse le vicissitudini dell’anno Mille e dintorni: precisamente, era il 700 d.C. quando, in seguito al divieto, imposto dall’imperatore bizantino Leone III l’Isaurico, di esporre le immagini sacre nei luoghi di culto, un folto gruppo di monaci scappò dalle persecuzioni e trovò terreno fertile, per pregare e per edificare nuovi templi della fede, nell’Italia meridionale, tra cui in Puglia. Così, anno dopo anno, seme dopo seme, fiorì una civiltà religiosa che aveva le sue massime espressioni in cripte, cenobi, templi, chiesette e in quei santuari di cui parleremo in questo nostro post.

Premesso che un santuario, per definizione, è una piccola chiesa che custodisce reliquie sacre oggetto di venerazione, sorta in alcuni casi sul luogo di apparizioni miracolose, abbiamo selezionato per voi alcuni dei quasi 200 santuari individuati in tutta la regione, incentrando l’attenzione su quelli più significativi dell’area salentina.

Cominciamo da quello collocato all’estrema punta meridionale d’Italia, il santuario (anche basilica) dedicato a Santa Maria De Finibus Terrae (che, in latino, significa proprio “ai confini della terra”). Dove? A Santa Maria di Leuca, terra di colore bianco (da “leucòs”), illuminata dal sole, a detta dei Greci. Le origini del santuario: fu eretto, nei primi tempi di diffusione del cristianesimo, sul luogo dove sorgeva il tempio dedicato alla dea Minerva, di cui attualmente è conservata l’ara. Fu devastato numerose volte da Turchi e Saraceni, e ricostruito solo agli inizi del 1500 dai Del Balzo. Sull’altare maggiore, è il quadro che ritrae la Madonna col Bambino: commissionato nel 1507 dal vescovo monsignor Giacomo Del Balzo al pittore fiorentino Giacomo Palma junior, scampò, si dice per miracolo, all’incendio del 1624. Le fiamme si spensero, infatti, non appena cominciarono ad interessare il suppellettile in questione.

santa maria di leuca

Il santuario della Madonna della Grottella a Copertino.

Santuario della Grottella CopertinoLa sua origine è legata ad una leggenda che risale al XVI secolo: sarebbe stato un pastorello, in cerca del suo vitello smarrito, ad accorgersi del volto della Madonna affrescato sulle pareti di una piccola grotta. Da lì, l’allora vescovo di Nardò autorizzò la costruzione di una cappella, ma il culto di quell’immagine sacra era destinato a crescere sempre di più, cosicché bisognava trovare un luogo più opportuno, più capiente, e nel 1578 fu fondata l’attuale chiesa. Oggi, l’affresco ritrovato dal pastorello è contemplabile sull’altare in pietra leccese che è opera dello scultore Donato Chiarello. Altre storie, a metà fra la leggenda e la realtà, ma anche canzoni, sono legata al santuario. Si tramanda oralmente che, durante la seconda guerra mondiale, quel luogo sacro fosse scelto spesso come rifugio ideale dagli abitanti di Copertino, in quanto non oggetto di bombardamento privilegiato dagli Alleati, di cui alcuni erano italoamericani, perciò devoti al santo di Copertino. Una strofa di una canzona popolare, infine, recita “Gira, gira bella come il vento della Grottella”: il luogo, infatti, sorgeva su di una piccola collina, quindi era immerso in un’area abbastanza ventilata e fresca.
Il santuario di Santa Maria della Lizza ad Alezio.

Ci è sconosciuta la data esatta di fondazione della chiesa: si pensa tra il 1100 e il 1200, ma i resti di un affresco che ritrae il volto della Madonna, ed appare di fattura bizantina, spingerebbero a risalire indietro di un paio di secoli. Incerta è anche la datazione del pronao: secondo alcuni, la costruzione sarebbe stata ordinata da Carlo I d’Angiò a scopi difensivi, mentre altri ritengono la torre un atto di devozione da parte dei gallipolini alla Madonna che li aveva protetti dall’invasione dell’esercito guidato da Carlo I d’Angiò. In ogni caso, proprio dopo l’assedio di Gallipoli nel 1268, la chiesa di Alezio divenne sede episcopale. Il santuario spicca per il numero di affreschi, purtroppo per la maggior parte mal conservati. Tra i più rilevanti: l’“Annunciazione”, la “Dormitio Virginis” e la “Vergine col Bambino”.

Chiesa della Lizza ALezio

Il santuario di San Rocco in Torrepaduli (Ruffano).

Il taumaturgo è ritratto, circondato dagli appestati, su una tela, opera di Giovanni Grassi (nel 1851), che decora l’altare maggiore del santuario di San Rocco a Torrepaduli. Sull’epigrafe latina che accompagna il dipinto, si legge la data dell’ampliamento della cappella (1738), ma non quella della sua fondazione. Quando ebbe inizio il culto di San Rocco e perché? Nella cittadina che fa capo a Ruffano è attestato sin dal 1531, in una cappella dedicata anche a San Sebastiano, a cui San Rocco andò progressivamente sostituendosi, non solo in Salento, ma anche in altre zone d’Europa. Il bisogno di pregarlo nacque, con ogni probabilità, in seguito ai terribili episodi di peste diffusasi in tutta Italia, proprio nel XVI secolo. Tante sono le tradizioni legate al culto di San Rocco: il 15 e 16 agosto di ogni anno, in occasione dei festeggiamenti in suo onore, c’è l’usanza di acquistare il famoso ventaglio con l’immagine del santo, o le “zagareddhe”, caratteristici nastri colorati. Un’abitudine scomparsa, invece, era quella di far visita agli ammalati portando con sé il “cagnolino di San Rocco” che, per intercessione del santo, poteva guarirli.

Santu Roccu a Torrepaduli

Il santuario della Madonna di Montevergine a Palmariggi (Otranto).

Il santuario prende il nome da quel luogo, conosciuto come “u munte” (a 2 km dal centro abitato), dove sarebbe avvenuta, nel 1595, l’apparizione della Madonna ad un pastorello che andava in cerca del suo temperino smarrito. Proprio scavando in quella zona, in seguito all’evento miracoloso, venne alla luce una grotta con le pareti affrescate dall’immagine della Madonna col Bambino. Fu costruita lì una chiesetta che poi crollò, ma nel 1707 venne edificata l’attuale chiesa.

Santuario Montevergine

Il santuario della Madonna della Coltura a Parabita.
Fu innalzato in contrada “Pane”, non molto distante dal centro abitato, perché si racconta che lì, un vecchio contadino intento ad arare il terreno, ritrovò il prezioso dipinto su pietra (il “monolito”) raffigurante la Vergine con in braccio il Bambino. Il fatto avvenne intorno al 1300, mentre il monolito, di fattura bizantineggiante, andrebbe datato tra il 1000 e il 1100. Perché “Madonna della Coltura”? Il termine avrebbe origine da “Cutura”, con cui s’indicava un piccolo terreno, quello appunto in cui avvenne il miracoloso ritrovamento.

Il santuario della Madonna del Canneto a Gallipoli.

Di fattura barocca, il santuario deve la sua denominazione a quel canneto, presso il porto della città, dove fu rinvenuta l’icona della Vergine, e dove poi fu innalzato l’edificio sacro tra il 1100 e il 1200. Fu distrutto per ben due volte, poi ricostruito in maniera definitiva, come noi lo conosciamo, nel 1600. Successivamente è stato oggetto di vari restauri. Nel 1915 gli è stato conferito il titolo di parrocchia.

Santuario del Canneto - Gallipoli

Il santuario della Madonna della Grotta a Carpignano Salentino.

Fu eretto nel 1500, in contrada Cacorzo, sulla strada per Borgagne. Come si spiega l’origine del santuario? In quella contrada fuori paese, all’interno di una grotta, la Vergine apparve ad un tale Frangisco Vincenti, chiedendogli di edificare tempio ed altare proprio lì, in cambio di protezione. Era il 2 luglio del 1568 ed il giorno successivo, nell’antro dell’evento miracoloso, fu ritrovata un’icona bizantineggiante della Madonna. Oggi, l’immagine della Vergine col Bambino è affrescata, ma sbiadita, sulla lunetta superiore, sulla facciata del tempio sacro orientata a sud-ovest.

Madonna della Grotta Carpignano

Altri: Santa Maria delle Grazie a Casarano; il Crocefisso della Pietà a Galatone; la Madonna di Roca a Melendugno; quello della Beata Vergine Addolorata a Taviano, e numerosi ancora.

Siete soddisfatti di questi nostri suggerimenti? Segnalateci voi altri santuari del Salento che vi hanno, magari, particolarmente colpito durante la vostra vacanza in questa terra di fede. Saremo ben lieti di inserirli o di dedicarvi, successivamente, un post di approfondimento. Grazie per la collaborazione 😉

2 pensieri su “Santuari del Salento

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