Guagnano: Vincent City

Vincent CityUna casa-museo che sorge tra le campagne di un piccolo paese a nord di Lecce, Guagnano.
Vincent City o l’Eremo di Vincent, all’indirizzo Via Case Sparse, 718, si presenta come un cantiere aperto ed in forte espansione. Chi è l’ideatore di questo luogo alquanto anomalo e fuori da ogni schema? Vincenzo Brunetti nasce a Guagnano nel 1950, consegue il diploma alla Scuola d’arte di Lecce e, dopo essere stato a Torino per un po’, si trasferisce a Milano, dove opera per oltre vent’anni, riceve vari meriti artistici come l’Ambrogino d’Oro (1970) ed entra in contatto con varie personalità di spicco: Francesco Messina, Giacomo Manzù, Arnaldo Pomodoro, sul fronte artistico, ed altri come l’attrice Paola Borboni ed il poeta Bruno Villar.
Dopo aver vissuto per un anno e mezzo, in un trullo a Noci, Vincent nel 1993 rientra in Salento e nella città natale progetta e realizza con materiale di recupero (un tir di materiale barattato con un suo quadro) un’immensa abitazione dove vive in solitudine, da qui il nome di Eremo. Nell’eremo è organizzata la mostra permanente delle sue opere insieme con la pinacoteca dei suoi quadri in vendita. La casa-museo rischiava la demolizione per l’accusa di abusivismo.
Vincent City è una meta quotidianamente molto visitata, è raggiungibile mediante percorso cicloturistico che si snoda a sud dell’abitato, superato il passaggio a livello di Via Enrico Fermi.

Creatività, leggerezza e bellezza sono i messaggi che passano dal vissuto di quest’artista quando vi si scambia qualche battuta. La sua casa è un luogo aperto dove tutti possono andare, girare, curiosare e conversare con l’ideatore ed artista.
Vincent BrunettiUna “pecora nera” che ritiene l’arte sia di tutti, la definisce, per l’esattezza, “una divinità che ha bisogno dei suoi “profeti””. Lui è uno dei profeti, o almeno si ritiene tale. Vincent è un personaggio estroso, chi capitasse da queste parti nei pomeriggi di giorni festivi potrà assistere a performance di pittura, il pubblico è sempre più vasto e lui, Vincent, è un singolare connubio di genio e sregolatezza.

eremo-internoVincent City è la trasposizione in pietra e mattonelle di una visione artistica, fatta di sublime e kitsch. Vi si trovano opere a soggetto religioso e statue pagane, le prime a testimoniare la grande fede dell’artista, le seconde la sua forte propensione alla libertà e all’indipendenza. Non solo, troverete peluches collocati accanto ai busti dei grandi della storia e della civiltà, le Madonne cristiane e la Statua della Libertà, la Venere che emerge dalle acque e Le Torri Gemelle, e poi fiori, animali, paesaggi, poesie, messaggi, una varietà di piastrelle utilizzate per la pavimentazione o per i mosaici. Ogni parete trasuda di significati abili a distorcere gli schemi e lasciare i visitatori come Hansel e Gretel nella casa di marzapane.
L’ispirazione di Vincent richiama alla mente Hundertwasser e Gaudì. Tra gli interventi artistici più classici ci sono i diversi mosaici dell’artista salentino Orodè, nelle sale centrali sono in esposizione le opere più care all’artista, nate negli anni in cui ha vissuto a Milano, proprio la lontananza dalla terra natale lo avrebbe incentivato ad “infiammare” la tavolozza con i colori caldi della sua terra. La musica di sottofondo è dance, udibile anche dalla strada. E Vincent è lì, che vi aspetta sul suo sgabello, mentre dipinge i suoi deliri. Un vero spasso, potete concedervi un assaggio con il film “Italian Sud Est” del collettivo Fluid Video Crew.

In campagna e nel suo eremo, tra il canto degli uccelli e il fruscio del vento del Salento, Vincent trova ispirazione per i suoi dipinti. L’eremo di Vincent è, quindi, un punto di riferimento per coloro che amano l’arte, qui tutto viene modulato per assumere una forma nuova.

Per le immagini si ringraziano in ordine: fotolog.com; wikigogo.org; salento.com

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