Giuggianello, piccolo paese… grandi ricchezze

Potrebbe non dirvi nulla il nome di questo Paese, Giuggianello, potrebbe, piuttosto, sembrarvi curioso solo a pronunciarlo.

Sappiate solo che è uno dei Comuni più piccoli del Salento e che riserverà qualche piacevole sorpresa a chi vi passerà distrattamente o a chi vi sia giunto mandato da qualcun altro ed attratto dalla “dote” che il Paese, come una sposa, ha ricevuto in dono.

Tra leggende e misteriose tracce, Giuggianello presenta ai suoi visitatori:

la Chiesa di S. Antonio Abate; il Frantoio ipogeo; la Cripta bizantina di S. Giovanni (la suggestiva Grotta Cappella rupestre bizantina dedicata a San Giovanni Battista si trova a circa due Km dal centro abitato sul Monte San Giovanni, immersa negli oliveti e nella macchia mediterranea);

due menhir, Polisano e Crocecaduta, immersi nel verde della campagna salentina;

il Dolmen Stabile o Quattromacine che viene fatto risalire alla seconda metà del II millennio a.C, è situato nei pressi della Masseria omonima ed è uno dei Dolmen più belli e meglio conservati del Salento;

la Chiesa Madre risalente al XVIII secolo e Palazzo Frisari – Bozzicolonna, visitabili se si vuole fare una piacevole passeggiata tra le viuzze del paese.

Proseguendo, Giuggianello ha altri luoghi di magia come i fondi “tenenti” e “cisterna longa”, in contrada “Visilie” sulla collina delle Ninfe e dei Fanciulli.

Tra secolari uliveti vi sono delle sculture di eccezionale fattura il cui scalpello sono tempo, pioggia e vento o i fenomeni atmosferici in generale.

L’erosione di queste rocce calcaree ha dato vita a monumenti nazionali di prima categoria: “Lu lettu te la vecchia”, “lu Furciddhu te la vecchia de lu nanni”, “il piede di Ercole”.

Il primo è un masso di forma circolare, un giaciglio sul quale una vecchia strega dormiva e rivelava, al mattino, le sue profezie. A pochi metro dal giaciglio la vecchia disponeva di un fuso, lu furticeddhu, un anello a forma di disco che blocca il filo lavorato nel fuso, qui la vecchia simbolicamente maneggiava il filo della vita di ogni essere umano.

Secondo alcune credenze, Ercole si sarebbe servito del masso, noto anche come il “masso oscillante di Ercole”, per lottare contro i giganti, la lotta sarebbe collocabile nell’odierna Muro Leccese.

A testimoniare il passaggio del semidio nelle campagne salentine c’è un terzo masso: “il piede di Ercole”.

Tra le cose da non tralasciare durante una gita a Giuggianello, ovviamente, l’orto botanico “La Cutura”.

Il rinomato giardino botanico sorge nell’ambito di un’antica tenuta di campagna costruita in classico stile rurale e di fine ‘800, si estende per 35 ettari ed ospita una delle più ampie raccolte di piante tropicali e grasse.

Viali di rose, giardini di piante aromatiche ed aiuole di piante mediterranee ed officinali, il laghetto di papiri e ninfee, il giardino roccioso, l’agrumeto, il bosco di lecci e l’imponente serra di mille metri quadrati dove sono catalogati 2000 esemplari di piante grasse, queste le parti di cui La Cutura si compone.

Il giardino, circondato da vecchie mura, richiama alla mente il paesaggio dei paesi sud-americani e le pietre tipiche della campagna salentina sembrano sculture naturali.

La serra dove sono catalogate piante grasse e tropicali è monumentale e realizzata in ferro e policarbonato; il laghetto naturale è uno stagno in cui si raccoglie l’acqua piovana e qui oltre a papiri e ninfee si trovano altre piante acquatiche: bambù, giacinti e iris.

Vi sono vari tipi di giardini, quello mediterraneo dove hanno trovato dimora conifere, ginestre, ginepri, olearie, corbezzoli, mirti e timi; quello all’italiana con 70 varietà di piante officinali: artemisia, aglio, liquirizia, ipericum, rumex acetosa; poi il giardino dei semplici dove sono coltivate tutte le erbe aromatiche presenti negli orti dei conventi e da cui i monaci traggono sciroppi, liquori, tisane come la menta, alkermes, lavanda e canfore; il roseto con circa 100 varietà di rose presenti; il bosco dei lecci con querce secolari; in ultimo il giardino segreto che giace all’interno di una vecchia cava tufacea dove abitano agrumi rari, conifere nane, eritrine, gordonie.

Piacere e natura creano un connubio reso forte da due altri non trascurabili fattori: il profumo ed il colore. Durante la visita guidata i visitatori potranno approfondire tematiche legate alla provenienza, alle tecniche di riproduzione ed alle caratteristiche di ogni singola pianta.

Si ringraziano:
spigolaturesalentine.wordpress.com (immagine in evidenza)
blog.maurorizzelli.com (Grotta San Giovanni)
salento5sensi.danthea.eu (Il Masso della Vecchia)